Davanti alla barbarie

Ieri sera ho letto il comunicato del Direttore del Conservatorio nazionale superiore di musica e di danza di Parigi in merito alla strage avvenuta nella redazione del giornale “Charlie Hebdo”.
Sono rimasto molto colpito da queste parole e ho deciso – nel mio piccolo – di fare il possibile per diffonderle.

Ho quindi tradotto il comunicato (grazie a papà e a Elisa che mi hanno aiutato a rifinire il tutto), per far arrivare questo messaggio anche a chi non conosce il francese.
Pubblico il testo qui sul sito e non sul mio blog personale perché – visto che il Direttore parla della musica e della cultura in generale come di un rifugio, di una forma di resistenza alla barbarie – ho ritenuto doveroso includere questa riflessione nel mio spazio virtuale dedicato alla mia attività di musicista.

FACE A LA BARBARIE

L’attentat perpétré hier contre le journal Charlie Hebdo a profondément bouleversé les élèves, les professeurs et les agents administratifs et techniques du Conservatoire national supérieur de musique et de danse de Paris. Nous éprouvons tous une peine incommensurable après l’assassinat de ces journalistes, de ces policiers et de ces collaborateurs d’un journal qui a toujours été un espace de liberté et de démocratie. Cet acte barbare et ignoble nous interroge sur les missions d’un établissement comme le Conservatoire de Paris. En formant les danseurs et les musiciens de demain, nous tentons de transmettre aux jeunes générations la beauté, la grandeur, la noblesse, ces valeurs inconnues des fanatiques imbéciles qui ont agi hier. Face à la barbarie, le Conservatoire apparaît comme un refuge, comme un lieu de résistance. Il ne s’agit pas juste de savoir danser, jouer d’un instrument, chanter, mais bien d’affirmer une haute opinion de l’humanité, loin de l’horreur qui a sévi en ce 7 janvier.

Les artistes, notamment quand ils sont pédagogues, ont une responsabilité vis-à-vis du reste de la société. Transmettre permet de sortir de la vacuité et de la désolation. C’est aussi ce qui permet de lutter contre ses propres frustrations, ses propres doutes, voire ses propres névroses. On ne perd jamais rien en donnant aux autres. Alors que quelques groupuscules en veulent à notre démocratie, ces valeurs généreuses sont plus que jamais celles du Conservatoire, d’un Conservatoire ouvert aux autres, tolérant et solidaire.

Aujourd’hui, plus qu’à Noureiev ou à Messiaen, plus qu’à Plisestkaia ou à Ravel, c’est à Charb, à Cabu, à Wolinski et à leurs amis que nous pensons. Nous partageons avec ces artistes une éthique, une exigence, un désir de liberté. Leur mort injuste fait que plus rien ne sera jamais comme avant pour tout artiste. Les élèves du Conservatoire leur rendront hommage dans les prochaines semaines lors d’un concert qui sera un moment de recueillement et de résistance.

Bruno MANTOVANI
Directeur du Conservatoire

DAVANTI ALLA BARBARIE

L’attentato perpetrato ieri contro il giornale “Charlie Hebdo” ha profondamente sconvolto gli allievi, i professori e il personale amministrativo e tecnico del Conservatorio nazionale superiore di musica e danza di Parigi. Tutti noi proviamo un dolore incommensurabile dopo l’assassinio di questi giornalisti, poliziotti e collaboratori di un giornale che è sempre stato uno spazio di libertà e di democrazia.
Questo atto barbaro e ignobile ci interroga circa i doveri di un’istituzione come il Conservatorio di Parigi. Formando i ballerini e i musicisti del domani, tentiamo di trasmettere alle giovani generazioni la bellezza, la grandezza, la nobiltà, quei valori sconosciuti ai fanatici imbecilli che hanno agito ieri. Davanti alla barbarie, il Conservatorio appare come un rifugio, come un luogo di resistenza.
Non si tratta solo di sapere danzare, suonare uno strumento, cantare, bensì di affermare un’alta opinione dell’umanità, lontana dall’orrore che è imperversato questo 7 gennaio.

Gli artisti, specialmente quando sono insegnanti, hanno una responsabilità personale nei confronti del resto della società. Trasmettere quello che si è ricevuto permette di uscire dal vuoto e dalla desolazione. È anche questo che permette di lottare contro le proprie frustrazioni, contro i propri dubbi, addirittura le proprie nevrosi.
Non si perde mai niente nel donare agli altri. Nel momento in cui qualche gruppuscolo se la prende con la nostra democrazia, questi valori generosi sono più che mai quelli del Conservatorio, di un Conservatorio aperto agli altri, tollerante e solidale.

Oggi, più che a Noureiev o a Messiaen, più che a Plisestkaia a Ravel, è a Charb, a Cabu, a Wolinski e ai loro amici che noi pensiamo. Noi condividiamo con questi artisti un’etica, un’esigenza, un desiderio di libertà. La loro morte ingiusta fa sì che nulla sarà più come prima per tutti gli artisti.
Gli allievi del Conservatorio renderanno loro omaggio nelle prossime settimane con un concerto che sarà un momento di raccoglimento e di resistenza.

Bruno MANTOVANI, Direttore del Conservatorio.

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One comment

  1. L’ha ribloggato su Q.I. – Qualcosa d'interessantee ha commentato:

    Mi ero già occupato del caso Charlie Hebdo l’altro giorno, ma dopo aver letto il comunicato del Direttore del Conservatorio di Parigi non potevo ignorare questo fondamentale contributo.
    Mi è sembrato più appropriato pubblicarlo sul mio sito, ma in ogni caso lo condivido pure qui.

    “Questo atto barbaro e ignobile ci interroga circa i doveri di un’istituzione come il Conservatorio di Parigi. Formando i ballerini e i musicisti del domani, tentiamo di trasmettere alle giovani generazioni la bellezza, la grandezza, la nobiltà, quei valori sconosciuti ai fanatici imbecilli che hanno agito ieri. Davanti alla barbarie, il Conservatorio appare come un rifugio, come un luogo di resistenza.
    Non si tratta solo di sapere danzare, suonare uno strumento, cantare, bensì di affermare un’alta opinione dell’umanità, lontana dall’orrore che è imperversato questo 7 gennaio.”

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